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La Carta Papiro a Siracusa dal 1781
LA STORIA  
L'invenzione della scrittura segna, nelle comunità umane, il passaggio dalla preistoria alla storia. In Egitto questo momento si colloca intorno al 3.000 a.C. e nasce dall'esigenza, in mancanza della moneta, di annotare la quantità di viveri che il faraone riscuoteva dai contadini e di contabilizzare le scorte di cereali che sarebbero servite nel periodo di carestia causati dalla scarsità di piogge.
Necessitando quindi operazioni complesse di tassazione, censimento e registrazioni da non potere eseguire a mente, nacque la scrittura che nei primi tempi si presentò con un tipo di segni chiamati geroglifici (decifrati dopo la scoperta della pietra di Rosetta, avvenuta nel 1798 durante la spedizione napoleonica in Egitto; la stele riproduceva lo stesso testo redatto nel 196 a.C. in tre scritture: geroglifica, demotica e greca).
Supporti scrittorei furono tavolette di legno, cuoio lavorato in fogli sottili, lastre di pietra oltre a rocce spianate, pareti e colonne di edifici, zoccoli di statue, obelischi, vasi di terracotta. Gli egiziani, mentre perfezionavano la scrittura lapidaria, riuscirono a creare un supporto leggero e pieghevole: la carta di papiro. Per scrivere venivano utilizzati un giunco nilotico a stelo pieno, appuntito e sfilacciato ad una estremità e una canna tagliata a punta. Inizialmente l'inchiostro era fatto con ocra rossa o nerofumo macinati e veniva utilizzatocon la tecnica dell'acquerello; successivamente, utilizzando polveri ottenute da materiali minerali, le tinte si arricchirono di altri colori (bianco, verde, giallo, azzurro). Gli accostamenti avevano un significato religioso e magico.
In Sicilia pare che il papiro sia stato introdotto nel III sec. a.C. da Tolomeo Secondo Filadelfo quale regalo a Ierone Secondo in segno dei buoni rapporti commerciali esistenti. San Gregorio Magno parla di papiri a Palermo nel 599 d.C.; si hanno comunque notizie certe della fabbricazione di corde e carta nel X sec. d.C. Pare comunque che già nel 250 a.C. a Siracusa si lavorasse una carta ma di qualità scadente, non perché la pianta fosse diversa da quella egiziana, bensì perché non venivano usate le tecniche egiziane.
A Siracusa la produzione inizia nel 1781 per opera di Saverio Landolina e prosegue ininterrottamente fino ai giorni nostri.
L'Istituto del Papiro oggi produce carta di papiro seguendo alcuni metodi utilizzati nell’antichità, ottenendo così fogli morbidi e di colore naturale; con successive manipolazioni si possono ottenere fogli con tonalità più scure per dare un aspetto d’invecchiamento.
La carta papiro venne usata fino al XI-XII secolo d.C. e venne lentamente sostituita dalla pergamena (cuoio scrittorio perfezionato), sostituita a sua volta dalla carta comune (derivata da stracci o polpa di legno) inventata in Cina nel I secolo d.C., che era più economica e leggera e si prestava meglio alla preparazione di libri. In Europa la carta papiro resta la più apprezzata: la cancelleria vaticana e quella reale francese la utilizzano fino all'XI secolo, la Chiesa di Ravenna fino al X secolo; S. Agostino si scusava di dovere scrivere su pergamena perché sfornito di papiro.