
Raccolta del papiro (1400 a.C. - Tebe)
Cod. 1063 - cm. 30x15 |
La fabbricazione della carta è documentata in una tomba tebana,
risalente al 1400 a.C. Nella parete è raffigurato un uomo che sporgendosi
da una barca raccoglie i papiri, mentre un altro uomo li lega a fasci;
sulla riva un terzo uomo trasporta il fascio sulla schiena per consegnarlo
ad un quarto che lavora gli steli seduto su uno sgabello.
Una descrizione
della lavorazione è fornita da Gaio Plinio Secondo il Vecchio (23
- 79 d.C.): "il fusto veniva tagliato in strisce sottili per il lungo
con un coltello e venivano poste l'una accanto all'altra su di una tavola
fino a formare la grandezza del foglio desiderata; sopra questo strato
venivano poste altre strisce ad angolo retto rispetto alle prime; il tutto
veniva inumidito con le acque torbide del Nilo; infine i due strati venivano
pressati e fatti essiccare al sole. Si ottenevano fogli della larghezza
voluta e la striscia veniva conservata arrotolata".

Fase 1 |

Fase 2 |

Fase 3 |

Fase 4 |
La descrizione del
Plinio lascia pensare che questi fossero i processi principali e che venissero
usate manipolazioni secondarie per perfezionare il foglio, dalle quali dipendono
le differenti qualità della carta papiro.
Le tecniche di manifattura
erano diverse, come dimostrano le diverse qualità di papiri ritrovati.
La migliore carta papiro risale all'epoca faraonica (3.100 / 332 a.C.),
quella riservata ai testi sacri veniva chiamata hieratica.. La carta prodotta
in epoca romana (fino al III sec. d.C.) è ancora buona, mentre scadente
è quella del periodo bizantino e arabo che veniva fabbricata in Egitto,
Sicilia, Siria, Mesopotamia.
In Egitto la produzione
cessa nel XI-XII secolo d.C. e i metodi di fabbricazione della carta ad
uso scrittorio non furono più tramandati. Soltanto nel 1962 riprende
una produzione simile a quella che gli antichi egizi definivano emporetica
(commerciale, da imballaggio).
A Siracusa, dove la carta di papiro si produce sin dal 1781, nei laboratori
dell’ Istituto del Papiro oggi rivive questo prodigio di tecnica e
di arte. Pertanto la raccolta della pianta matura al punto giusto e l’utilizzo
solo della parte migliore di essa, il trattamento di immunizzazione effettuato
solo con sali naturali, l’opportuna cura nella manipolazione dei fogli
durante le varie fasi di essiccamento, fanno la differenza fra la carta
pregiata ad uso scrittorio e quella emporetica ad uso commerciale. Un foglio
posto in trasparenza farà notare il reticolato formato dalle strisce
sovrapposte in ortogonale e la cura con cui è stato realizzato.
I costi elevati della
carta papiro non derivano dalla materia prima, ma dalla tecnica di fabbricazione
a cui va aggiunto il valore per la scrittura e la decorazione; per questo
i papiri miniati hanno un alto valore se vengono prodotti con cura e sono
ricchi di significato culturale (come tutte le opere d'arte). In Egitto
un rotolo costava poco meno di una tunica di lino; ad Atene un foglio costava
quanto una pecora.
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