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La Carta Papiro a Siracusa dal 1781
L'Azienda

Raccolta del papiro (1400 a.C. - Tebe)
Cod. 1063 - cm. 30x15

La fabbricazione della carta è documentata in una tomba tebana, risalente al 1400 a.C. Nella parete è raffigurato un uomo che sporgendosi da una barca raccoglie i papiri, mentre un altro uomo li lega a fasci; sulla riva un terzo uomo trasporta il fascio sulla schiena per consegnarlo ad un quarto che lavora gli steli seduto su uno sgabello.
Una descrizione della lavorazione è fornita da Gaio Plinio Secondo il Vecchio (23 - 79 d.C.): "il fusto veniva tagliato in strisce sottili per il lungo con un coltello e venivano poste l'una accanto all'altra su di una tavola fino a formare la grandezza del foglio desiderata; sopra questo strato venivano poste altre strisce ad angolo retto rispetto alle prime; il tutto veniva inumidito con le acque torbide del Nilo; infine i due strati venivano pressati e fatti essiccare al sole. Si ottenevano fogli della larghezza voluta e la striscia veniva conservata arrotolata".

Fase 1

Fase 2

Fase 3

Fase 4
La descrizione del Plinio lascia pensare che questi fossero i processi principali e che venissero usate manipolazioni secondarie per perfezionare il foglio, dalle quali dipendono le differenti qualità della carta papiro.
Le tecniche di manifattura erano diverse, come dimostrano le diverse qualità di papiri ritrovati. La migliore carta papiro risale all'epoca faraonica (3.100 / 332 a.C.), quella riservata ai testi sacri veniva chiamata hieratica.. La carta prodotta in epoca romana (fino al III sec. d.C.) è ancora buona, mentre scadente è quella del periodo bizantino e arabo che veniva fabbricata in Egitto, Sicilia, Siria, Mesopotamia.
In Egitto la produzione cessa nel XI-XII secolo d.C. e i metodi di fabbricazione della carta ad uso scrittorio non furono più tramandati. Soltanto nel 1962 riprende una produzione simile a quella che gli antichi egizi definivano emporetica (commerciale, da imballaggio).
A Siracusa, dove la carta di papiro si produce sin dal 1781, nei laboratori dell’ Istituto del Papiro oggi rivive questo prodigio di tecnica e di arte. Pertanto la raccolta della pianta matura al punto giusto e l’utilizzo solo della parte migliore di essa, il trattamento di immunizzazione effettuato solo con sali naturali, l’opportuna cura nella manipolazione dei fogli durante le varie fasi di essiccamento, fanno la differenza fra la carta pregiata ad uso scrittorio e quella emporetica ad uso commerciale. Un foglio posto in trasparenza farà notare il reticolato formato dalle strisce sovrapposte in ortogonale e la cura con cui è stato realizzato.
I costi elevati della carta papiro non derivano dalla materia prima, ma dalla tecnica di fabbricazione a cui va aggiunto il valore per la scrittura e la decorazione; per questo i papiri miniati hanno un alto valore se vengono prodotti con cura e sono ricchi di significato culturale (come tutte le opere d'arte). In Egitto un rotolo costava poco meno di una tunica di lino; ad Atene un foglio costava quanto una pecora.